La città di Riccione e la sua storia

Per quanto riguarda alcuni necessari cenni storici, sappiamo che il nome di Riccione (ovviamente in forma arcaica) comparve per la prima volta nel Codice Bavaro, il manoscritto papiraceo emanato dalla Camera arcivescovile ravennate che raccoglieva annotazioni di possedimenti e donazioni della Chiesa di Ravenna nella Pentacoli. Nel codice bavaro si fa riferimento ad Arcioni.

Sulle origini del nome molte sono le ipotesi. Ovviamente è evidente anche a non esperti di semantica che Arcioni ha evidenti richiami alla parola Riccione, soprattutto al modo in cui i nostri nonni in dialetto chiamavano Riccione.

Fra le ipotesi più suggestive, sul perché di questo nome, sulle origini della parola Riccione che di fatto non trova riscontro in termini Latini o nomi di elementi geografici (sappiamoad esempio che il nome Rimini derivava dal fiume Ariminum), c’è l’ipotesi che riconduce la parola Arkeion, ad una pianta portata in Italia (in particolare a Ravenna, città a cui apparteneva la zona di Riccione) dai Bizantini e riferita ad una pianta.

Compiendo un ideale balzo nella storia di Riccione, passiamo in epoca signorile. Signoria importante per Riccione furono gli Agolanti una nobile famiglia fiorentina in esilio, in seguito alle controverse lotte fra Guelfi e Ghibellini. Alle spalle di Riccione sono ancora visibili, e disponibili per eventuali itinerari culturali per chi venisse in vacanza a riccione, le spoglie del loro castello.

Per i signori di Riccione, il castello fu soprattutto luogo di villeggiatura e residenza dalla quale controllare i possedimenti e l’attività agricola. Passato successivamente dagli inizi del 1700 ad altre famiglie, fu danneggiato dal terremoto del 1786. In parte abbattuto e adibito a casa colonica fu ceduto nel 1982 al Comune di Riccione dagli ultimi proprietari, la famiglia Verni, di San Giovanni in Marignano.

Nella seconda metà dell’800 infine Riccione era una comunità agricola molto povera. La pesca era un’attività complementare, alla quale era dedita soprattutto la popolazione costiera. Il turismo e l’attività balneare non erano nemmeno agli albori al contrari dei vicini riminesi che già muovevano i primi passi verso il turismo balneare. Fu in questo contesto di povertà e arretratezza che conosciamo i coniugi Ceccarini, Giovanni e Maria Boorman Wheeler.

La coppia con grande spirito d’ iniziativa progettò numerose iniziative assistenziali e sanitarie per tutta la comunità di Riccione. Alla morte del marito la vedova Maria continuò la sua missione per Riccione e per i riccionesi. Sempre a lei si deve la realizzazione del porto di Riccione, per il quale anticipò parte del capitale necessario, costruendo successivamente a sue spese la strada di accesso che dalla celebre coppia prese il nome : Viale Ceccarini a Riccione.

Alla sua morte dispose che l’ospedale venisse eretto Ente morale e lasciò in eredità un patrimonio fondiario per garantire alla struttura sanitaria l’autosufficienza.

Gli Hotel a Riccione si sviluppano soprattutto lungo la zona riviera romagnola e il rivolgersi al turismo sembrò cosa ovvia, ben presto Riccione si ampliò con hotel, appartamenti, residence, alberghi e locali pubblici funzionali all’espansione della nuova economia turistica. E così che divenne Riccione la capitale del turismo, delle vacanze e del divertimento in riviera che conosciamo oggi.